Pierpaolo Miccolis

In-fiore

Gesti, apparizioni, fioriture interiori

in-fiore è una condizione, non un soggetto.

È il tempo fragile in cui una forma emerge, senza ancora stabilizzarsi.

Le opere su carta di Pierpaolo Miccolis nascono in questo spazio intermedio: tra il gesto e la visione, tra il controllo e l’abbandono, tra il naturale e il simbolico. Fiori, foglie e presenze vegetali non sono mai rappresentazioni botaniche, ma apparizioni: tracce di un processo vitale che si manifesta attraverso il colore e l’acqua.

L’acquerello e l’inchiostro diventano strumenti di ascolto. Il segno non costruisce, ma si lascia accadere. Il colore si espande, incontra il vuoto, si ritrae. Ogni opera è il risultato di un equilibrio instabile, di un dialogo silenzioso tra intenzione e caso.

In queste fioriture interiori convivono memoria personale, ritualità del Sud Italia e suggestioni orientali legate al sumi-e: una pittura che non cerca l’effetto, ma la verità del gesto. La carta, fragile e assorbente, trattiene il tempo dell’azione, rendendo visibile il processo stesso del divenire.

Composizione 1 (2024)
Inchiostro su carta di cotone – 36×51 cm

All’interno dello spazio di 1m2, In-fiore si configura come un’esperienza di prossimità. Le opere chiedono uno sguardo ravvicinato, lento, quasi meditativo. Non si offrono come immagini da decifrare, ma come soglie da attraversare.

Essere in-fiore significa accettare la trasformazione, abitare l’instabilità, riconoscere la potenza del minimo. In questo senso, la pittura di Miccolis si fa gesto politico nella sua delicatezza: un atto di resistenza poetica alla saturazione del reale.

Pierpaolo Miccolis (Alberobello, 1985) è un artista visivo e performer la cui ricerca si nutre di un dialogo profondo e fluido tra pittura, spiritualità e memoria personale. Dopo un primo percorso nel fashion design, si diploma in Pittura e Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, sviluppando fin da subito un linguaggio personale in cui corpo, natura e gesto pittorico si
intrecciano.
Il suo lavoro si articola attraverso acquerelli, tecniche a inchiostro sumi-e, opere su carta e su supporti non convenzionali, in cui convivono l’immediatezza del segno e la densità simbolica delle immagini. Le sue composizioni, spesso essenziali e misteriose, raccontano di creature
metamorfiche, fioriture impossibili, animali-spiriti, evocando un universo intimo e in continuo mutamento. La spiritualità, l’iconografia magica e la ritualità del Sud Italia sono elementi centrali nel suo processo creativo, uniti a suggestioni orientali, esoteriche e poetiche.

Miccolis costruisce così un immaginario dove il visibile e l’invisibile si fondono, in una narrazione pittorica che non ha bisogno di parole. L’arte diventa per lui uno spazio di rivelazione, uno strumento di indagine interiore, ma anche una forma di resistenza estetica nei confronti della
frenesia del reale.
Ha esposto i suoi lavori in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, collaborando con gallerie, curatori, festival e istituzioni museali. Le sue opere sono state presentate, tra le altre, a Bologna, Roma, Milano, Bari, Taranto, Locorotondo, Polignano a Mare,
Galatina, Livorno, Rende, Pietrasanta, Lecce, Colonia, Bratislava e Pechino.

Alcuni suoi libri d’artista e cataloghi monografici sono stati pubblicati da Edizioni Pietre Vive, NFC Edizioni e Damiani.
Attraverso il suo lavoro, Pierpaolo Miccolis continua a interrogarsi sul ruolo dell’arte come spazio politico, spirituale e poetico. I suoi segni tracciano mappe intime, visioni liminali, soglie di senso: piccoli incantesimi su carta che cercano, senza urlare, un linguaggio universale.

Composizione 2 (2024)
Inchiostro su carta di cotone – 36×51 cm

Rose gold camellias 2 (2024)
Inchiostro su carta di cotone – 36×51 cm

Composizione 3 (2024)
Inchiostro su carta di cotone – 36×51 cm

Rose gold Camellias 3 (2024)
Inchiostro su carta di cotone – 36×51 cm

Composizione 3 (2024)
Inchiostro su carta di cotone – 36×51 cm