Gabriele Fanelli
Sitientes
“Sitientes venite ad aquas” — voi che avete sete, venite alle acque — è un’espressione di origine biblica che attraversa il paesaggio visivo e culturale del Sud Italia, inscritta sulle facciate delle chiese e sedimentata nella memoria collettiva. In Puglia, tuttavia, questa invocazione assume una risonanza ulteriore, radicandosi in un territorio storicamente segnato dalla scarsità idrica e oggi esposto alle conseguenze sempre più evidenti della crisi climatica.
Chi sono oggi i sitientes?
Non solo coloro che soffrono la mancanza d’acqua, ma chi quotidianamente ricerca un equilibrio possibile tra abitare, coltivare e trasformare la terra senza comprometterne la sopravvivenza.


Il progetto fotografico di Gabriele Fanelli si sviluppa come una mappatura sensibile di queste pratiche. Attraverso ritratti, gesti e paesaggi, l’artista documenta una rete diffusa di esperienze agricole che si collocano ai margini dei modelli produttivi intensivi: coltivazioni in aridocoltura, recupero di varietà locali resistenti alla siccità, raccolta di piante spontanee, conservazione della biodiversità.
Le immagini non si limitano a registrare una condizione, ma restituiscono una postura etica. I soggetti ritratti — agricoltori, ricercatori, custodi del territorio — incarnano una forma di resistenza silenziosa, fondata su una conoscenza profonda dei cicli naturali e su una relazione non estrattiva con l’ambiente.
In questo senso, Sitientes non è soltanto un’indagine sul paesaggio agricolo pugliese, ma un dispositivo di riflessione più ampio sul presente. L’acqua diventa misura, limite e possibilità; la terra, spazio di tensione tra sfruttamento e rigenerazione.
Le fotografie di Fanelli costruiscono così un racconto che si muove tra urgenza e speranza, documentazione e visione, restituendo uno sguardo che invita a ripensare il nostro rapporto con le risorse, con il territorio e, in ultima istanza, con il futuro.
Biografia
Gabriele Fanelli (1986), laureato in Filosofia, è un fotografo che da oltre dieci anni sviluppa una ricerca visiva profondamente legata al territorio pugliese.
Il suo lavoro si muove tra documentazione e indagine, concentrandosi su pratiche, paesaggi e comunità che ridefiniscono il rapporto tra uomo e ambiente. Le sue fotografie sono state pubblicate su testate internazionali e presentate in contesti espositivi dedicati alla fotografia contemporanea.
Con Sitientes, Fanelli costruisce un racconto visivo che intreccia urgenza ecologica e possibilità di trasformazione, restituendo uno sguardo attento, etico e profondamente radicato nel presente










